La Psicoanalisi - Marco-Tartari
 
La psicoanalisi è una modalità di esplorazione dei fattori psichici inconsci (e di cui, perciò, le persone non sono consapevoli) che determinano i comportamenti e le emozioni.

Questi fattori inconsci possono essere causa di sofferenza psicologica, ma anche, a volte, fisica.

A volte si manifestano come sintomi veri e propri, in altri casi determinano tratti di personalità problematici, difficoltà lavorative, affettive e relazionali, disturbi dell'umore o dell'autostima. La causa del malessere è determinata dunque da elementi inconsci

Originariamente Freud considerava il metodo psicoanalitico solo un metodo di studio, d'indagine dello psichismo inconscio.

Ma, naturalmente, questa indagine era compiuta con la collaborazione attiva dell'analizzato.

Freud si rese conto ben presto che la conoscenza dell'universo psichico inconscio dell'analizzato, produceva in quest'ultimo, che ovviamente la condivideva, un effetto profondamente liberatorio sui conflitti inconsci che sostenevano lo stato di sofferenza psichica e perciò emozionale e comportamentale.

La straordinaria importanza della scienza psicoanalitica elaborata da Freud sta proprio in questo: la conoscenza e la consapevolezza del proprio mondo interiore, di conflitti tra desideri istintivi violenti e vietati, e di esperienze traumatiche vissute nella fase più precoce della nostra vita, tutti elementi questi trattenuti nell'inconscio ( ma sempre attivi a nostra insaputa), per il solo fatto di essere riportati alla coscienza ( e quindi rivivendo le emozioni e gli affetti provati allora, ri-cor-dandoli ) vengono liberati dal loro carico di sofferenza.

Questa sofferenza inconscia si esprime, mascherata, trasfigurata, in emozioni e in comportamenti dolorosi, incomprensibili a noi stessi. ( perché faccio questo? Perché provo questi desideri, affetti, impulsi incontenibili. Perché ripeto sempre gli stessi sbagli ? )

Ecco, tutto questo si scioglie e svanisce, naturalmente, come la luce dissipa l'ombra.

Infatti la luce della consapevolezza non è compatibile con le ombre dell'inconscio.

Dove arriva l'una si ritirano quelle.

 

Oggi, spesso, si parla di terapia psicoanalitica piuttosto che di psicoanalisi, proprio perché la psicoanalisi fa stare meglio con sé stessi e con gli altri, dà benessere.

Le persone che hanno affrontato l'esperienza psicoanalitica, si sentono spesso come rinate a nuova vita. Il mondo è diventato bello e vivere è diventato bello.

Io non sono d'accordo, però, nel considerare questo come l'effetto di una cura, e quindi “dell'azione” sul “malato” di un “medico” che lo “guarisce

Una cura presuppone che vi sia una malattia, ma una persona che prova sofferenza psichica ( con tutte le conseguenza dette prima ) non è malata. E lo psicoanalista non è un “medico” che “agisce” sul “malato”.
Lo psicoanalista non ti “strizza” il cervello !

Lo psicoanalista è piuttosto uno specialista dell'inconscio e della sofferenza psichica, ti aiuta rispettosamente a percorrere un cammino di auto consapevolezza, che si riverbera in nuove possibilità di vita e di benessere.

 

E' un discorso lungo e piuttosto articolato, non si può svilupparlo, brevemente, in una sede come questa.

Vorrei però proporre un esempio che potrebbe spiegare semplicemente quello che intendo: immaginiamo una piccola pianta che viene schiacciata, accidentalmente, da una pietra.

Se, dopo un certo tempo, alziamo la pietra vedremo la nostra pianticella contorta, sbianchita, asfittica. Se togliamo il sasso, gradualmente la piantina si raddrizzerà, acquisterà un bel colore verde, insomma riprenderà il suo originario cammino di vita.

Domanda: era malata la pianticella? Era un medico chi ha tolto il sasso? Era guarigione il nuovo stato di libertà di vita per la piantina?

Evidentemente no.

Ed ancor di più in psicoanalisi dove lo psicoanalista non toglie il sasso ma aiuta, guida, il paziente ( cioè colui che è afflitto dalla sofferenza interiore ) a togliersi da solo il suo sasso.